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Introduzione
La compatibilità elettromagnetica
è legata all'elettromagnetismo e,
come questo, non può essere considerata
un fenomeno sempre comprensibile. Ci si trova,
talvolta, di fronte ad eventi, a prima vista
inspiegabili, che però, in qualche modo,
creano problemi o semplici disturbi. Questi
fenomeni sono per lo più causati dalle interferenze
elettromagnetiche (EMI), che sono effetti
indesiderati dell'elettromagnetismo.
Ci sono molti casi nella vita quotidiana
in cui abbiamo a che fare con le EMI . In
un auto, per esempio, quando non si è
effettuata una buona schermatura delle candele
di accensione l'autoradio ripete con scariche
il numero di giri del motore. Un altro esempio
è la comparsa di linee orizzontali
sullo schermo televisivo ,quando si accende
un frullatore in cucina oppure una lucidatrice.
In entrambi i casi, anche se per cause differenti,
si ha la formazione di un arco elettrico
con irradiazione di energia elettromagnetica
a frequenza ad ampio spettro che, captata
dall'antenna dei ricevitori, viene demodulata
con conseguente introduzione di segnali privi
di contenuto informativo, provocando interferenze
e disturbi.
In questa sede non si affronterà la
problematica del fenomeno dell'inquinamento
elettromagnetico sugli effetti biologici,
ma solo sull'interferenza provocata da due
apparati posti vicini.
Se due apparecchiature elettriche rispettano
le direttiva sulla compatibilità elettromagnetica
, possono coesistere nello stesso ambiente
senza creare interferenze fra di loro.
La direttiva europea 89/336/CEE, emessa nel
1992 ed entrata in vigore obbligatorio dal
1 gennaio 1996, impone che tutti i componenti
per apparati elettrici ed elettronici, prima
di essere inseriti nel mercato della comunità
europea , devono essere dotati della marcatura
CE, la quale garantisce la compatibilità
elettromagnetica nel rispetto di regole comuni,
che permettano la libera circolazione delle
merci.
L'intera produzione elettronica è stata coinvolta
e dovendo rispettare uno standard europeo
unificato, non è più permesso un atteggiamento
superficiale nei confronti di questo problema.
Per rispettare questa normativa occorre che
già in fase di progettazione siano affrontati
questi problemi.
Teoria sulla compatibilità elettromagnetica
Generazione di campi elettromagnetici
Correnti e tensioni variabili nel tempo producono
campi elettromagnetici tanto maggiori quanto
è maggiore la frequenza con cui essi variano. Questi campi possono, a loro volta, indurre
correnti e tensioni in altri dispositivi
elettronici, provocando effetti indesiderati,
disturbi ed anomalie nel funzionamento. Il
progresso tecnologico ha introdotto nel mercato
dispositivi elettronici digitali sempre più
veloci nelle commutazioni, per cui il contenuto
spettrale è molto ampio .Se questi segnali
si propagano su piste di dimensioni confrontabili
con la lunghezza d'onda di un'armonica contenuta
nello spettro, si hanno emissioni di onde
elettromagnetiche, che potrebbero essere
causa di interferenze su altri apparati.
Il fenomeno elettromagnetico si manifesta,
quindi, quando un apparato sorgente emette
segnali che pervengono ad un apparato ricevente
tramite un mezzo di trasmissione. Se gli
effetti prodotti tendono a degradare le prestazioni
dell'apparato ricevente occorre limitare
le emissioni.
L'onda elettromagnetica nasce dalla coesistenza
dei campi elettrici e magnetici che variano
nel tempo sfasati fra loro di 90° gradi e
si propaga nel vuoto alla velocità della
luce, circa 300.000Km/h.
Quando quest'onda incontra un conduttore,
in questo vengono indotte una corrente ed
una tensione dipendenti dalla distanza della
sorgente, dalla geometria e dall'orientamento
del circuito. Se questi segnali indotti sono
tali da alterare le prestazioni del circuito
non si rientra più nel concetto fondamentale
della compatibilità magnetica.
Significato della compatibilità elettromagnetica
Tutti i prodotti immessi nel mercato europeo devono rispettare limiti di emissione elettromagnetica e possedere un certa capacità di immunità elettromagnetica, in modo da poter funzionare correttamente
in un ambiente in cui siano presenti più
apparati. Per ottenere questi requisiti occorre
che siano fissati sia i limiti per le emissioni
sia il grado di tolleranza ad un disturbo
di un apparato.
Un sistema elettronico, che deve essere in grado di poter funzionare senza interferire
ed essere influenzato da altri apparati e
quindi soddisfare i requisiti imposti dalle
norme sulla compatibilità elettromagnetica,
deve rispondere a questi due criteri:
a) le perturbazioni elettromagnetiche generate
siano limitate ad un livello tale da permettere
a qualsiasi altro apparecchio di funzionare
correttamente senza che le sue prestazioni
siano degradate;
b) ogni apparecchio deve possedere un adeguato
livello di immunità contro le perturbazioni
elettromagnetiche, in modo da poter funzionare
correttamente senza che le sue prestazioni
siano degradate.
Un apparato elettronico è ritenuto conforme
ai requisiti imposti dai punti a) e b) quando
soddisfa le norme armonizzate specifiche
per la sua famiglia di prodotti, oppure,
se queste non esistono, le norme generiche.
La Direttiva entrata in vigore in Italia
riguarda sia gli apparecchi elettronici sia
gli impianti e tutte le installazioni purché
contengono componenti elettronici e/o elettrici.
Le apparecchiature sono divise nelle seguenti
categorie, a secondo delle loro caratteristiche:
- radioriceventi e telericeventi private;
- apparecchiature industriali;
- apparecchiature radiomobili;
- apparecchiature radiomobili e radiotelefoniche
commerciali;
- apparecchiature medico e scientifiche;
- apparecchiature per la tecnologia dell'informazione;
- apparecchi radio per l'aeronautica e per
la marina;
- apparecchi didattici elettronici;
- reti ed apparecchi di telecomunicazioni;
- emittenti di radio e filodiffusione;
- illuminazione e lampade fluorescenti.
Gli argomenti sono:
La compatibilità elettromagnetica
Legislazione sulla compatibilità elettromagnetica
Guida all'applicazione della direttiva EMC
Tecniche di diagnostica
Misure pre-compliance
Riferimenti
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